Tutti insieme appassionatamente

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Multipli e sottomultipli del sentimento più gettonato di sempre che alcuni individui hanno imparato a vivere senza gelosia, condividendolo, allargandolo e dimostrando un’alternativa ai tradimenti amorosi

Al diavolo l’esclusività, la gelosia e secoli di letteratura sul tema. Amare, anche sessualmente parlando, più persone, a patto che tutti sappiano, è ‘etico’ e va bene. Se lo accettate, siete poliamorosi. Facile a dirsi, difficile a farsi. Il non mentire, infatti, qui è la regola aurea. Niente amanti per incontri clandestini, perché tutto è sempre condotto alla luce del sole. Visti da fuori, gli adepti di questa forma di consenso pratico, potrebbero sembrare degli sgambettati un po’ fuori con l’accuso. Oppure, potrebbero suscitare invidia, quasi fastidio, perché, diciamocelo pure, qui c’è il peccato senza un colpevole. Manca l’assassino e se nessuno può mettere lo sgambetto all’amore, tanto vale dichiararlo subito: siamo peccatori nel giardino dell’Eden, con facoltà di mangiare la mela più volte, senza udire la voce punitiva del Padreterno o il sibilo del serpente. Amen.
Sareste disposti a superare la monogamia – quella forma di relazione secolare, oggi sempre più connessa al rischio di tradimento, come riportano diversi dati ripotati dai media negli ultimi tempi – per confluire verso ‘poli’ relazioni? Detto diversamente, sareste disposti a rinegoziare i vostri limiti? Il problema è tutto lì, su quanto siamo capaci di maneggiare le nostre emozioni, gestire la gelosia, privarci di giudizio. Chi ha una mentalità aperta, non è detto che sia in grado di sopportarlo. Si può essere poliamorosi anche quando si è single. E’ uno stato mentale che si deve sposare. Esattamente come chi accetta la condizione ‘normale’, opposta. Questo significa che una relazione poliamorosa ha i suoi problemi, vive le crisi, può essere più o meno impegnativa e duratura o terminare. Non siamo di fronte a una situazione di anarchia relazionale. ‘Comunità’ in senso lato dedicate al poliamore sono presenti in diverse parti del mondo, Italia compresa. Nulla, ovviamente, nasce per caso all’improvviso. I genitori putativi di questo legame possono essere rintracciati nel libero amore degli anni ’60 e nella rivoluzione sessuale di quel periodo. E’ allora, infatti, che in Francia viene pubblicato a 130 anni dalla sua stesura, il libro di Charles Fourier ‘Il nuovo mondo amoroso’ che influenzò il pensiero dell’epoca. La descrizione delle relazioni compiuta dal filosofo si adatta perfettamente al poliamore moderno.
Entrando nello specifico, un rapporto di questo tipo non è soltanto multiplo, ma contiene in sé diverse sfaccettature. Abbiamo già detto che si può essere single, cioè aperti a diverse potenziali relazioni, a patto che i partner ne condividano il pensiero. Le relazioni possono essere aperte – ça va san dire – ma anche chiuse: si stabilisce che la relazione sia composta da un numero ‘x’ di persone. Della serie, ci amiamo, stiamo bene insieme, tutti e quattro, cinque o sei, ecc., ma non ci va di turbare gli equilibri. Si tratta di scelte, ve ne renderete conto, che non possono essere compiute a cuor leggero, ma richiedono un elevato grado di consapevolezza. Le persone poliamorose hanno maggiori connessioni, amicizie, ma anche forse più aspettative dalle relazioni che stabiliscono. Cercando di allontanarsi dal pensiero dominante, si muovono verso un sistema più egualitario che si regge, però, sotto condizioni che un individuo comune difficilmente sopporterebbe. Altrettanto chiaramente bisogna dire che, come qualsiasi relazione di questo mondo, anche per i nostri amici l’insidia del tradimento può verificarsi, mandando all’aria il patto di fiducia stabilito tra più persone. Ci chiediamo se in questo caso la sofferenza e tutti quei sentimenti che esplodono in casi simili siano quintuplicati, in base al numero di partner coinvolti. Questo è un punto importante, perché non si diventa poliamorosi per fare sesso libero con chiunque. È una scelta consapevole di condotta, basata anche su dei sentimenti. Poi, che il sesso occupi nel corso della relazione uno spazio maggiore o no, dipenderà dall’importanza che gli si vuol dare. Se tutto fosse finalizzato alla mera pratica sessuale, sconfineremmo nello scambismo. Un confine a volte labile, dato che anche lì potremmo trovare coppie che nel tempo hanno intessuto tra di loro una relazione tale che sarebbe più semplice definirle poliamorose.
Difficile, poi, è conciliare i tempi e gli spazi pubblici con questo tipo di vita privata. È già complicato gestire l’affaire con un compagno/a, figurarsi se si triplica e ci sono anche i figli di mezzo. Il problema principe, però, lo abbiamo nominato prima, rimane uno solo: la gelosia. Bisogna imparare a conoscerla, a parlarne e a non subirla. Se non fa per voi, lasciate stare. Non ve lo ha ordinato il medico di trasformarvi in promotori indiscriminati di amore a tutte le latitudini. Il mondo è bello perché è vario. Provate a dire a una coppia ‘mono’ amorosa che i pilastri del suo legame, lealtà e fiducia, che in Italia sono spesso messi in discussione, sono in realtà i pilastri della forma di amore che è il più lontano riflesso del proprio. Dite a quella coppia che ci sarebbe una sorta di Paradiso dove, tendenzialmente, per costituzione morale, non si tradisce e tutti si vogliono bene. Questo sì che sarebbe un vero vangelo! Noi, però, che siamo umili peccatori, crediamo sempre nel proverbio del ‘chi è senza peccato, scagli la prima pietra’. La lettura di alcuni termini chiave che trovate nel box sul lessico, svela in fondo che c’è sempre una parte della cultura dominante anche all’interno degli strati poliamorosi della popolazione. La verità probabilmente sta nel non avere pregiudizi, accettando che nel mondo ci siano persone che sono perfettamente in grado di provare attrazioni e sentimenti verso più individui e che la cosa sia accettata. Mettiamoci l’animo in pace. Non siamo tutti uguali, anzi, amore e poliamore sono le due facce opposte della stessa medaglia, pardon, della mela del peccato. E piuttosto che tradire di nascosto, a questo punto, meglio vuotare il sacco. Magari, tra i tanti traditori seriali, si cela un amore più grande.

Lessico poliamoroso
Liberamente tratto da poliamore.org

Cowboy/cowgirl: usato specialmente nell’ambiente poliamoroso anglosassone, indica una persona che, più o meno consapevolmente, cerca di monogamizzare il partner, mettendo a volte in atto dei veri e propri atteggiamenti manipolatori per convincerlo a lasciare gli altri partner per stare solo con lui.

One penis policy o regola del pene unico: è una regola che alcuni uomini impongono alle proprie compagne per assicurarsi di esserne gli unici partner maschili. Alquanto sessista, tanto che sono molti i ‘poli’ a chiedersi della sua ragion d’essere.

Triade: situazione a tre, in cui tutti sono sullo stesso piano, rispetto a una (detta a V), con una coppia primaria e una terza persona che intrattiene relazioni di tipo secondario con gli altri due.

(Articolo tratto da Periodico italiano magazine n.46 marzo 2019)

 DA LEGGERE  / Per saperne di più

La zoccola etica. Guida al poliamore,
alle relazioni aperte e altre avventure
di Dossie Easton, Janet Hardy, Editore Odoya – Pagg. 288
Pubblicato per la prima volta nel 1997, è insieme un manuale, un saggio e una guida rivolta a coloro che nelle relazioni intendono esplorare le infinite possibilità che amore e sessualità offrono al di là dei modelli tradizionali improntati alla monogamia, nel pieno rispetto di sé e degli altri. Chi è la “zoccola etica”? Stando alle parole delle autrici, “una persona di qualsivoglia genere che abbia il coraggio di condurre la propria vita in accordo con la proposizione radicale che il sesso è bello e il piacere fa bene”, sempre però in maniera aperta, onesta e sincera. Un testo di riferimento in cui si discutono i fondamenti ideologici del modello monogamico tradizionale, proponendo un nuovo assetto di idee e termini linguistici, allo scopo di aiutare a individuare la dimensione più adeguata al proprio modo di sentire e a tradurla in pratica nella propria esistenza. Sulla base della loro vasta esperienza personale e della pratica terapeutica svolta da Dossie in qualità di counselor, le autrici offrono molti consigli pratici riguardo a come affrontare le difficoltà emotive e relazionali più comuni tra coloro che intraprendono un percorso diverso da quelli più ampiamente battuti. Le riflessioni su amore, sesso, rapporto tra vita emotiva e vita sentimentale, valori e aspettative in gioco nelle relazioni fanno di questo saggio una lettura per tutti. Ricordando sempre che amore e sesso sono il fine, non il mezzo. E che a contare non è la meta, ma il viaggio.