Cosa significa tutelare il patrimonio artistico, culturale e paesaggistico italiano? Quale ruolo avranno Stato e sovrintendenze nella salvaguardia? A queste e altre domande ha cercato di dare risposta la raccolta di saggi ‘De-Tutela’, edito da ETS

Sulla tutela o senza tutela? È in grado l’amministrazione di tutela di svolgere il ruolo di garante perché i cittadini possano continuare a confrontarsi con il proprio passato? La cultura può ‘autosostenersi’ e creare reali posti di lavoro? E, qualora la risposta fosse negativa, che senso avrebbe per l’Università (e ancora più per i cittadini) continuare a formare storici dell’arte, archeologi, archivisti, bibliotecari se le loro posizioni professionali saranno occupate a titolo gratuito da soggetti diversi attraverso forme di volontariato?

I quesiti posti da ‘De-tutela. Idee a confronto per la salvaguardia del patrimonio culturale e paesaggistico’, edito da ETS, sono molti, forse troppi. Il volume, curato da Lorenzo Carletti e Cristiano Giometti, è il risultato degli interventi di Paolo Berdini, Giorgio Bonsanti, Fulvio Cervini, Michele Dantini, Vittorio Emiliani, Fabrizio Federici, Maria Teresa Filieri, Alessandro Furiesi, Davide Gasparotto, Denise La Monica, Tomaso Montanari, Sara Nocentini, Adriano Prosperi, Salvatore Settis, Bruno Toscano, Giuliano Volpe e Bruno Zanardi. Il testo è articolato in cinque sezioni, introdotte dal contributo dei due curatori, Lorenzo Carletti e Cristiano Giometti, dal titolo ‘Tutela a pezzi. Un recente caso pisano e le prospettive nazionali’, nel quale vengono presi in considerazione alcuni casi emblematici di mancata tutela, come quelli ‘pisani’ della basilica di San Paolo a Ripa d’Arno e della chiesa di Santa Maria della Spina. All’introduzione fanno seguito i cinque fondamentali temi affrontati nel volume: ‘Territorio e paesaggio’; ‘Volontariato e beni culturali’; ‘Tutela e valorizzazione’, ‘Web, formazione e ricerca’, ‘Favole e utopie’.

“Per salvaguardare l’onore pubblico della Città di Roma, la Colonna non dovrà mai essere danneggiata o demolita ma restare così com’è, per tutta l’eternità, intatta e inalterata fino alla fine del mondo. Se qualcuno attenterà alla sua integrità, sarà condannato a morte e i suoi beni saranno confiscati dal fisco”, recita la delibera della municipalità di Roma sulla Colonna Traiana del 1162. Del resto, che l’Italia sia stato il primo paese al mondo a dotarsi di regole e istituzioni pubbliche nel settore dei beni culturali è dato ormai acclarato. Già in epoca romana i monumenti costituivano un indissolubile principio di identità civica. In altre parole, ‘bellezza’ e ‘decoro’ di una città andavano di pari passo con ‘dignità’ e ‘pubblico onore’ dei cittadini. Qualcosa che, purtroppo, sembra essere terribilmente distante dall’attuale scenario culturale italiano, il quale fa emergere una progressiva ‘perdita di coscienza’ in materia, con una ricaduta diretta sulla tutela del nostro patrimonio artistico e ambientale. Tutela che, secondo gli articoli 1 e 4 del ‘‘Codice dei beni culturali e del paesaggio’ (DLgs 22 gennaio 2004, n. 42), in attuazione degli articoli 9 e 118 della Costituzione, spetterebbe alla Repubblica italiana, attraverso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact), e mediante la collaborazione delle regioni (art. 5, commi 3 e 4) e dei soggetti privati. Eppure, nonostante la normativa dica diversamente, l’assenza di una politica di tutela unificata e coerente da parte dello Stato, il solo in grado di avere una visione generale completa, rappresenta un rischio tangibile e reale, connesso in particolar modo, per dirla con Salvatore Settis, al “patriottismo for profit di chi investe in beni culturali solo per averne un rientro economico”. Per non parlare del notevole ritardo culturale in cui oggi il settore dei beni culturali e ambientali si trova, e le cui cause vengono evidenziate, in particolare, dal contributo di Bruno Zanardi, ‘La tutela del patrimonio artistico in Italia’. ‘DeTutela’ affronta, altresì, il problema della salvaguardia del ‘paesaggio’ in Italia, dove, per citare ancora Salvatore Settis, “ogni disastro [ambientale] è opera del fato avverso o di congiunture astrali”. Un Paese dove, anziché analizzare le fragilità del territorio e concepire piani organici di conservazione preventiva attraverso ‘mappe del rischio’, si preferisce ‘mettere una pezza’ quando sopraggiunge un’emergenza. Dove gli investimenti per la messa in sicurezza del territorio, nell’ultimo vent’ennio, sono diminuiti del 50% e nel quale i costi della mancata manutenzione sono stati valutati in 3,5 miliardi di euro l’anno.

Antonella Gioli: “Possono fare interventi di educazione, comunicazione, promozione, divulgazione, esposizione, accoglienza, sorveglianza, persone non competenti che si offrono come volontari per passione, tempo libero, interesse? Li ringrazio, ma assolutamente no, per il bene dell’opera e della collettività”

Il libro non tralascia neanche la grande questione del ‘volontariato’ nei beni culturali, tema spinoso soprattutto per i giovani laureati nel settore che si affacciano sul mondo del lavoro, spesso saturo o bloccato da discutibili politiche culturali. In particolare, si corrobora l’assunto, di per sé scontato (ma non in Italia), di come, per intervenire sul bene, siano necessarie precise e solide competenze: il restauro di un’opera, uno scavo archeologico, la riorganizzazione di un archivio non possono che essere condotti da persone competenti e appositamente formate. Inoltre, come suggerisce Antonella Gioli, affinché la collettività riconosca nel patrimonio un reale valore, occorre che questo venga spiegato, illustrato e mediato al pubblico. Nel caso del sistema museale, ad esempio, affinché il museo diventi una ‘macchina culturale’ complessa e accessibile, non è più sufficiente la semplice ostensione delle opere, ma la loro traduzione e comunicazione al pubblico.

Salvatore Settis: “Nel nostro Paese, i costi della mancata manutenzione sono stati valutati in 3,5 miliardi di euro l’anno”

Diversamente, gli oggetti rimangono muti e chiusi in se stessi. Questa è però un’operazione che richiede competenze specifiche maturate attraverso appositi corsi di laurea, specializzazione o master, da retribuire adeguatamente. La pubblicazione di ‘De-tutela’, a dicembre 2014, è avvenuta in corrispondenza di una importante riorganizzazione del Mibact (Ministero dei beni e e delle attività culturali e del turismo), che ha riguardato in particolar modo le Direzioni regionali, le Direzioni generali centrali, la Direzione generale Turismo e la linea di comando tra amministrazione centrale e Soprintendenze. Una ‘rivoluzione’ (per citare lo stesso ministro dei beni culturali, Dario Franceschini) accompagnata da numerose proteste da parte di un gruppo di addetti ai lavori, i quali hanno espresso gravi perplessità e preoccupazioni circa, in particolare, la progressiva diminuzione dei funzionari e del personale tecnico scientifico e la ‘Norma Giusta’. Quest’ultima, allo scopo di evitare ‘soprusi’ da parte dei Soprintendenti (i veri ‘capri espiatori’ di un sistema di per sé fallace e fallimentare), prevede il ricorso a una commissione costituita da personale dirigente del Mibact, già in difficoltà per l’esiguità di strumentazione e organico preposto. Tali perplessità emergono, in buona parte, all’interno del volume, che in questo senso si dimostra essere estremamente ‘lungimirante’: ne costituisce un esempio l’intervento di Salvatore Settis, intitolato ‘Il nostro patrimonio artistico in bilico tra pubblico e privato’, dove l’autore pone il problema dello svuotamento di risorse degli uffici di tutela e delle conseguenti disfunzioni, nonché del ruolo delle Soprintendenze, giudicate assolutamente fondamentali nel sistema di tutela italiano, ma ‘devastate’ dai dimezzamenti di bilanci operate dai governi dell’ultimo vent’ennio.

(Articolo tratto da Periodico italiano magazine n.11 aprile 2015)

 

De-tutela
Idee a confronto per la salvaguardia del patrimonio culturale e paesaggistico

AA.VV.- A cura di Lorenzo Carletti e Cristiano Giometti
Edizioni ETS, Collana microstorie d’arte Formato: cm.14×21 – Pagine: 176, Anno: 2014 – Prezzo: 15,00 Euro

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