Martina Donegani: “Le fake news attecchiscono perché sono di facile comprensione”

0
371

Nel Paese della dieta sana per eccellenza, quella mediterranea, sono ancora troppi gli italiani che sottovalutano il ruolo dell’alimentazione come forma di prevenzione e terapia, in favore di altri modelli proposti alla rinfusa su blog e siti alternativi o provenienti da singole esperienze soggettive di amici e parenti

“Se certe ricerche sembrano dare i numeri, vieni a scoprire la ricerca che conta”, recita la schermata finale del divertente video ‘Pillole di scienza’, realizzato dal gruppo di ricercatori: ‘Frascati scienza’. Un piccolo capoalvoro del giovane regista Alessio Lauria, che sberleffa con perfetta ironia la cattiva informazione scientifica. “L’uomo è ciò che mangia”, sosteneva già alla metà del XIX secolo il filosofo tedesco Feuerbach. E alla luce degli studi più recenti, un fondamento di verità sembra esserci, anche se la comunicazione sui social media rischia spesso di portarci fuori strada, diffondendo grande confusione. E allora come e dove informarci? Che bussola scegliere negli intrigati sentieri di internet? A tal proposito, abbiamo intervistato la dottoressa Martina Donegani, biologa nutrizionista di Sesto San Giovanni, nei pressi di Milano, che ha scritto insieme al tecnologo alimentare, Giorgio Donegani, un libro dal titolo: ‘Free from fake’, pubblicato recentissimamente da Biomedia Editore (giugno 2019). Per liberarci dalle ‘bufale’, la Donegani ha inizialmente studiato il fenomeno e la sua rapida diffusione e, dopo aver ristretto il campo al settore di sua competenza, ha operato una distinzione tra “alimenti che vengono ‘mitizzati’ e considerati la panacea di ogni male, sia quelli considerarti quasi dei veleni”. Il risultato è un linguaggio facile e comprensibile, che prende le mosse dalla strategia utilizzata dalle fake news restituendo con scientificità e precisione i risultati dei grandi progressi raggiunti dalla scienza della nutrizione. Insomma, a essere sfatate non sono solo le false notizie: l’impegno degli autori è anche quello di smontare mode e filosofie alimentari che mettono in serio pericolo una sana ed equilibrata alimentazione.

Martina Donegani, internet è ormai uno strumento indispensabile per la nostra vita quotidiana e il settore dell’alimentazione ne è un esempio perfetto: la mania del mangiar ‘sano e leggero’ sta a cuore all’88% degli italiani, che esplorano il web alla ricerca della loro verità, ma qual è il passo da intraprendere, adesso, per rendere più consapevole il ‘paziente virtuale’?
“Sicuramente, internet e i social media oggi sono uno strumento di comunicazione e di ricerca delle informazioni determinante. Se, da un lato, sono utilissimi per divulgare più facilmente le informazioni e raggiungere un numero più vasto di persone, dall’altro hanno contribuito a un cambiamento drastico delle fonti da cui provengono tali informazioni. Se prima la comunicazione era ‘verticale’ e c’era un esperto che si rivolgeva con un parere autorevole ai meno esperti di quell’argomento per divulgare informazioni, ora con l’avvento di internet e dei social la comunicazione è diventata ‘orizzontale’: tutti sono esperti di tutto e divulgano liberamente le informazioni, anche senza avere le competenze per farlo. Ciò, purtroppo, ha fatto sì che iniziassero a circolare liberamente sempre più informazioni contrastanti, anche riguardo l’alimentazione, molte delle quali false: le fake news di cui parliamo nel libro, per l’appunto. Per quanto mi riguarda, io ho cercato sia tramite divulgazione social (posto quotidianamente notizie sulla mia pagina instagram “martinalasaluteincucina”), sia attraverso la stesura di questo libro, di fare chiarezza e mettere qualche punto fermo su quelle che sono oggi le principali ‘bufale’ che circolano sul mondo della nutrizione, andando a ricercarle una a una e analizzandole tutte da un punto di vista scientifico, ma facilmente comprensibile, per rendere le informazioni accessibili a tutti”.

Qual è stato il punto di partenza della ricerca intrapresa con Giorgio Donegani?
“Per prima cosa, abbiamo analizzato il fenomeno delle fake news in generale, cercando di comprendere i motivi per cui attecchiscono così tanto sulle persone. Abbiamo poi focalizzato l’attenzione su quelle più diffuse in campo alimentare e, da lì, è iniziata la fase di studio di ogni singola ‘bufala’, considerando sia gli alimenti che vengono ‘mitizzati’ o considerati la panacea di ogni male, sia quelli considerarti quasi dei veleni”.

Nel capitolo ‘Sul banco degli imputati’ c’è un interessante processo alle fake news in una ipotetica aula di tribunale, rispecchiando una sorta di banco degli imputati virtuale, in cui al verdetto si arriva dopo aver sfatato alcuni importanti miti della nostra quotidianità. Ma qual è, secondo lei, la ‘bufala’ più comune e quale invece è risulta essere meno nota?
“Tra le bufale più comuni ci sono quelle sui cosiddetti ‘veleni bianchi’: la farina bianca, lo zucchero, il latte. In particolare, quest’ultimo viene spesso preso di mira anche da persone del settore poco aggiornate. Al contrario, la ‘bufala’ meno diffusa, che tuttavia circola ugualmente, è forse quella che riguarda la presunta non sicurezza delle insalate in busta prelavate”.

Nonostante i tanti strumenti di conoscenza a disposizione, l’individuo sceglie ancora di affidarsi a siti non istituzionali presenti nel mondo digitale. Perché?
“Purtroppo, le fake news attecchiscono poiché sono di facile comprensione: sono affascinanti, ci deresponsabilizzano. Inoltre, si è visto che le persone non fanno ricerche veramente per informarsi (come farebbero se andassero sui siti istituzionali), ma per trovare conferma del loro pensiero. Quindi, se una persona, per esempio, è convinto che la dieta ‘vegana’ sia la più naturale per l’uomo, quando farà la ricerca non guarderà ai mille siti che dicono il contrario: gliene basta trovare uno (qualunque sia la sua fonte, ovviamente anche non scientifica e istituzionale) per avere conferma della sua idea”.

Ogni anno durante l’estate il tasto dolente dei chili di troppo torna a preoccupare i ‘pigroni’ dell’ultimo minuto ed ecco che si ricorre alla dieta di salvataggio su internet, con tanto di recensioni e consigli di altri navigatori: qual è stata la dieta più ‘bislacca’ nella Storia?
“Ce ne sono tantissime direi, soprattutto in vista della stagione estiva. La dieta del gelato (mangio solo gelato), la dieta dell’ananas (mangio quanta ananas voglio, ma solo quella), la dieta del ghiaccio (mangiare un litro di ghiaccio al giorno per perdere peso): tutte diete assurde, ovviamente, che però ogni anno però tornano tristemente di moda”.

(Articolo tratto da Periodico italiano magazine n.49 luglio-agosto 2019)

 DA LEGGERE  / Alla larga da bufale e fake news!

Free from fake. Mangiare sano e con gusto?
di Giorgio Donegani, Martina Donegani, Biomedia, Pagg. 148
Ormai non si contano più e sembra una gara continua a chi le spara più grosse: le fake news – le “bufale” per dirla all’italiana – invadono la nostra vita, concentrandosi sulle questioni che più ci stanno a cuore, come la salute, la politica e, naturalmente… il cibo. Il risultato è paradossale: la scienza della nutrizione ha ormai raggiunto punte avanzatissime e ha ben chiarito le linee da seguire per alimentarci correttamente, eppure, mai come oggi sembra che mangiare in modo sano sia la cosa più difficile del mondo. Il fatto è che sono in tanti a mettersi d’impegno per complicarci la vita: ciarlatani che si inventano le diete più strampalate, finti scienziati che diffondono fantasiose “filosofie” alimentari, aziende che inventano ogni giorno alimenti dei quali proprio non si sentirebbe la necessità… E tutto questo è sostenuto da una comunicazione confusiva, gridata, contraddittoria, approssimativa, quando non addirittura scorretta.

Approfondimento: Mr Google non è un medico

____________