Entro 48 ore. Un’esperienza di downshifting tecnologico

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Che cosa ci sta togliendo il digitale? Quali valori importanti della nostra vita: l’amicizia, l’attenzione, la memoria, l’ansia, le relazioni interpersonali, sono condizionati dall’abuso del telefonino, dello smartphone, dei tablet e dei social network? L’autore, esperto di hacking e di tecnologie e soprattuto vero appassionato di tutto ciò che è informatico, ha deciso di fermarsi a riflettere in luoghi e tranquilli lontani da Milano, tra la sua emilia, Matera e la foresta Nera, e di rallentare la sua presenza digitale per sei mesi, al fine di cercare di capire se possa esistere un modo sano di far convivere la società dell’informazione con aspetti della nostra vita che stiamo trascurando. Il rimettere le tecnologie al loro posto, senza criticarle né demonizzarle, gli ha consentito di riscoprire tante cose che pian piano, senza accorgercene, abbiamo dimenticato.

 

Ziccardi è al di sopra di ogni sospetto. È uno dei massimi esperti di hacking e tecnologie, veramente appassionato di tutto ciò che ha a che fare con i computer e con internet.
Nel suo libro individua tre specie digitali:
– il Dipendente Tecnologico non Patologico;
– il Tecnofilo Moderato;
– l’Obiettore Digitale.
Ecco come descrive il ‘Dipendente Tecnologico non Patologico’ categoria a cui scopre di appartenere:
«… scambia decine e decine di SMS al giorno anche inutili, controlla contemporaneamente le e-mail e la conversazione in chat grazie all’affinamento dei sensi e a una capacità di multitasking esasperata, è collegato a Internet costantemente, ha sempre il telefono cellulare o il tablet in mano e gestisce rapporti interpersonali in direzioni multiple: e-mail, messaggi su Facebook, messaggi su Twitter, messaggistica istantanea su Viber e Whatsapp».
È dopo questa constatazione che decide di intraprendere il suo personale percorso di ‘downshifting tecnologico’, lasciando Milano, città frenetica e iperconnessa in cui lavora, e andando a riflettere in luoghi più tranquilli, la sua Emilia, Matera e Friburgo nella Foresta Nera. Molti sono i problemi che deve affrontare in questa sua esperienza e su cui si sofferma nel libro:
– il controllo dell’aspettativa digitale delle altre persone;
– la perdita di attenzione e concentrazione dovuta al multitasking;
– la perdita della memoria ai tempi di Google e Wikipedia;
– il recupero delle regole della grammatica e della sintassi nell’era delle mail;
– il ripensamento dell’idea di vera amicizia in un mondo di Mi piace e Amici su Facebook.
Tante le soluzioni che ha sperimentato e che racconta nel suo libro, nel tentativo di rimettere le tecnologie al loro posto e riscoprire tante cose che purtroppo abbiamo finito tutti con il dimenticare.

Entro 48 ore. Un’esperienza di downshifting tecnologico
di Giovanni Ziccardi, 2014, Marsilio Editori, euro 15,00