Una raccolta di sei racconti dove personaggi piuttosto strani e oggetti animati si trovano a vivere situazioni improbabili, ma che in qualche modo rappresentano le difficoltà dell’esistenza

Spesso si pensa che un libro di fiabe sia rivolto principalmente ai più piccoli, ma non sempre è così. Nel progetto letterario edito da Euno Edizioni, collana Seconda stella a destra, Matteo Abbate, scrittore siciliano, alla sua seconda esperienza di pubblicazione, con ‘Due calzini blu’ è riuscito a raggiungere un’ampia cerchia di lettori di tutte le età. L’autore ha utilizzato un linguaggio semplice e comprensibile a chiunque, creando personaggi insoliti e ambientazioni misteriose. Lo schema narrativo di ogni singolo testo rispetta le caratteristiche tipiche del genere: introduzione, sviluppo, conclusione. La descrizione del personaggio è seguita dalla descrizione del luogo e del tempo scelti, c’è uno sviluppo della vicenda, compare l’elemento magico e si chiude con un messaggio: il classico lieto fine. Il libro è illustrato con i disegni di Daniela Costa che rendono visibile la narrazione.

La raccolta si apre con la storia di ‘Gianni il pilota e l’incubo Arnoldo’. Gianni è sempre in volo con il suo aereo a strisce gialle e blu ed è perseguitato da un incubo, il suo alter ego. Gianni non vuole scendere dal cielo, non vuole ritornare a casa, perché lo attende un foglio bianco sotterrato, dove un racconto è stato interrotto e aspetta di essere terminato. L’incubo è lì a pressarlo, a ricordargli che deve portare a termine ciò che ha iniziato. Arnoldo è tale e quale alla casa del protagonista: è fatto di porte, cuscini, finestre e lampadari, incarna il posto da cui il pilota scappa. Ad un certo punto comparirà una Novità, nelle forme di una bella ragazza. Ed il finale rimane aperto, come l’ispirazione di chi scrive che non impone una conclusione, ma la lascia libera alla fantasia di chi legge. E qui, non può non essere citato il Piccolo Principe, che nel suo viaggio incontra proprio il Pilota. Il suo è un viaggio di conoscenza del mondo e della verità, il Pilota è l’autore stesso, che compie un percorso di crescita. Lo stesso si può dire per il racconto di Abbate, le corrispondenze sono chiare ed evidenti. La seconda storia è ‘La gara delle carezze’, dove il protagonista Paolino, stanco di un mondo pieno di guerra e violenza, organizza un torneo di carezze, offrendosi come schiavo a chi vince. Il più cattivo si rivelerà in fondo diverso dalle aspettative. Un messaggio di speranza, dove anche l’essere più crudele, alla fine può cambiare e diventare migliore. Entrando più in profondità nei significati, la carezza indica unità di riconoscimento, è un gesto primitivo, che ha origini lontane, consente una continuità affettiva tale da sentirsi protetti, rassicurati, amati. Una metafora che assume un valore positivo, che va oltre il tatto. La terza fiaba ‘Pina la biondina e la felicità’ racconta la storia di una donna minuta e fragile che costruisce una meravigliosa astronave dal nome Felicità in una palude, terreno malsano e desolato. La aiuterà nell’impresa Gabriele, che non crede molto nella riuscita del progetto. Quando sarà tutto concluso, Pina parte e lascia Gabriele a terra, a costruire la sua felicità, o libertà. Anche qui, l’elemento dell’astronave, appartenente al mondo dell’immaginario, fa riferimento alla dimensione del viaggio, alla ricerca di un equilibrio interiore ed esteriore, per vivere sereni. ‘Breve viaggio di una vecchia cabina’ è la storia di una cabina telefonica, di quelle che si vedevano per le strade una volta, dove servivano i gettoni per chiamare, che desidera essere un moderno cellulare. Dio la accontenta, ma poi essere diversi da ciò che si è, non sempre porta alla felicità. ‘Giusy la ragnetta d’argento’ con le sue ragnatele riuscirà a mettere in fuga l’Orco Usuraio dalla casa di zia Mirella. L’ultima fiaba che dà il titolo all’intera raccolta narra di due calzini parlanti, che appartengono a nonno Lino. Un giorno, il protagonista, li spedirà a un signore che li trasformerà in marionette. Diventeranno poi la vela di una zattera, gireranno in tutto il mondo e daranno la loro visione degli umani. L’elemento muta, diventa altro, ma esprime profondi messaggi, autentiche verità. Nelle sei fiabe le trame prendono forma con i loro significati e ne emergono paure da affrontare, ostacoli da superare, delusioni da accettare, fragilità da considerare. Un mondo fatto di anime buone e cattive, dove per fortuna il bene riesce a vincere. Abbate tenta un’operazione non facile, che per certi aspetti appare forse scontata, ma c’è da apprezzare la volontà di lavorare con la fantasia e raggiungere a piccoli passi adulti e bambini.

(Articolo tratto da Periodico italiano magazine n.25 febbraio 2017)

DUE CALZINI BLU
di Matteo Abbate, illustrazioni di Daniela Costa
Euno Edizioni, Pagg. 96, 8 euro
Genere: Libri per bambini e ragazzi

L’AUTORE

Matteo Abbate nasce a Barcellona Pozzo di Gotto, il 5 settembre 1975. Scopre subito di avere una passione innata per la scrittura e il teatro. Si inserisce nel mondo itinerante delle compagnie locali, calcando parecchi palcoscenici di provincia, recitando per due anni consecutivi nei teatri greci di Tindari e Taormina, esperienze che gli permettono di affinare e comprendere i tempi e i segreti scenici, e di capire l’importanza e la bellezza del dialogo col pubblico. Nel 2013 l’esordio nel mondo letterario con il libro ‘Caio lo Spaventapasseraio E Altre Storie’, Euno Edizioni, Collana Seconda Stella a Destra, con le illustrazioni dell’esordiente romana Carlotta Cicci, oggi alla terza ristampa.

L’ILLUSTRATRICE

Nata in Sicilia vive e lavora sulla collina torinese. Daniela Costa svolge studi artistici e si forma come illustratrice editoriale all’Ars in Fabula Di Macerata dove perfeziona il suo percorso formativo. Ha frequentato il corso di illustrazione per l’infanzia all’Accademia Pictor di Torino sotto la direzione di Cinzia Ghigliano.  Ha pubblicato con Euno edizioni (Due calzini blu), con Lisciani Editore (La fiaba del serpente-collana I Leoni d’oro), con Edicolors (Rotary,  un’idea meravigliosa) collabora con riviste letterarie e con aziende artigianali per la realizzazione dei pattern su tessuto.

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Michela Zanarella
È nata a Cittadella (PD) il 1° luglio del 1980, è cresciuta a Campo San Martino (PD) e dal 2007 vive e lavora a Roma, a Monteverde. Ha iniziato a scrivere poesie nel 2004 dopo il coma, in seguito ad un tragico incidente, e da allora ha pubblicato vari libri. Molte sue poesie figurano in antologie a tiratura nazionale ed internazionale. La sua poesia è tradotta in inglese, francese, arabo, spagnolo, rumeno, polacco, tedesco, serbo, hindi e giapponese. È ambasciatrice della Cultura e della Poesia italiana in Libano per il Premio Naji Naaman’s Literary Prizes 2016, ideato dalla Fondazione Naji Naaman. È speaker di Radio Doppio Zero. Socio corrispondente dell’Accademia Cosentina, fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio. Negli Stati Uniti è pubblicata in edizione inglese la raccolta tradotta da Leanne Hoppe “Meditations in the Feminine”, edita da Bordighera Press (2018) di New York. È Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Le Ragunanze”, che organizza il Premio Internazionale di Poesia e Narrativa, in ricordo di S.A.R. Christina di Svezia. È Presidente della “Rete Italiana per il Dialogo Euro-Mediterraneo”, RIDE-APS, capofila italiano della Fondazione Anna Lindh (ALF).