Enrico Pietrangeli è il promotore di un format unico nel suo genere, che unisce poesia e ciclabilità: ‘CicloInVerso’. L’iniziativa ha raggiunto diverse città italiane , portando negli anni artisti, poeti e ciclisti a condividere insieme esperienze culturali, sportive e di vita

Un successo decretato dalla volontà e dalla passione

Il binomio bicicletta e cultura non solo è insolito, ma anche piuttosto originale. Ispirato dal ciclo-poeta Olindo Guerrini, il progetto prende forma nel 2003 per compiersi nel 2007, attraverso un format in Romagna che esordisce in Sicilia nel 2008 con il Sicilia Poetry Bike. Promotore di questo particolare format è Enrico Pietrangeli, appassionato di bici e poesia, che è riuscito a creare diverse edizioni di CicloInVerso, proseguendo con CicloPoEtica da Torino a Venezia ripercorrendo il Po nel 2010, CicloInVersoRomagna nel 2011, CicloInVersoEmilia con Umbria e Ischia nel 2012 e CicloInVersoRoma nel 2014. Il progetto ha visto negli anni ciclo-raduni consolidati da incontri culturali, spettacoli, tavole rotonde sostenuti e patrocinati dalle Università dei luoghi raggiunti oltre che da enti e istituzioni. La nascita del cosiddetto ciclismo culturale ha permesso di rafforzare l’incontro tra il movimento del corpo e il movimento della parola, che diventano una sorta di viaggio nei luoghi dell’anima e del territorio in cui viviamo. Raggiungere il benessere del corpo pedalando e allo stesso tempo poetando è possibile, sicuramente questa esperienza può garantire dei benefici dal punto di vista sia della salute che per una crescita culturale collettiva. Si tratta di tappe ciclistiche amatoriali non competitive, con annessi eventi culturali poetici e non solo, non mancano le occasioni di confronto e incontro, oltre a un apprendimento e un arricchimento delle proprie conoscenze. Nel 2013 oltre al ciclo-raduno è stato realizzato anche un format radiofonico, Love, peace and bike che ha ospitato poeti, musicisti, ciclisti e professionisti di ogni genere. Ogni manifestazione negli anni ha seguito dei principi di coordinamento, attraverso progressive adesioni con eventi autonomi e correlati, gestiti in autonomia sul territorio. Ogni iniziativa proposta è stata indirizzata a un’unica e organica manifestazione, dove è primario l’incontro tra ciclisti e poeti, nel rispetto dell’ambiente, della storia, del ciclismo e della letteratura.
A chiudere il ciclo di questi incontri la pubblicazione di CicloInVerso Poesia in Bicicletta, che racconta tutte le tappe e i suoi trenta autori. Nel volume è incluso un saggio sul ‘900 tra bicicletta e letteratura di Plinio Perilli e una sezione è dedicata al cicloturismo letterario di fine ‘800 con la figura di Olindo Guerrini. Una serie di progetti nati da un’idea originale. Ne parliamo con Enrico Pietrangeli, promotore e organizzatore di CicloInVerso.

Vivere la cultura attraverso tappe ciclistiche amatoriali non competitive con annessi eventi poetici

Enrico Pietrangeli, lei è il promotore di un progetto innovativo e ambizioso. Come è nata l’idea?
“Ambizioso… Forse, se l’aspirazione è riconsiderare e mettere insieme, tra le altre cose, talune radici dei cantastorie, l’originaria tradizione orale della poesia ma soprattutto quel ruolo mito poetico che il ciclismo, insieme al melodramma, ha dato al nostro Paese permeando campanilismi e classi sociali; di un ambire, quindi, alla condivisione per quanto in un’Italia caratterizzata da uno spiccato individualismo, ben radicatosi a partire dalla dissoluzione dei regni romano-barbarici, tale sì da sviluppare il genio nei secoli, ma da esportazione e quasi mai meritorio in patria se, in fin dei conti, si emigrava con il rispettivo fardello di sogni prima ancora che per ragioni economiche. Innovativo nella misura in cui il riappropriar-si di ruoli e di tradizioni ci appartiene e sono le nostre radici, parte di una storia che non è da celebrare bensì piuttosto da intendere come memoria sedimentata e vivente, che segna il passo in un futuro possibile attraversando la rispettiva contemporaneità. Un percorso dunque articolato e che parte dalla figura di Olindo Guerrini, che ha ispirato tutto questo.”

Come sono state strutturate le diverse tappe nelle città che avete raggiunto? Quali le difficoltà maggiori nel coordinare i ciclo-raduni per la poesia in bicicletta?
“Con l’impegno e il tempo libero di quanti, credendo nel progetto, hanno voluto contribuire a renderlo fattibile sulla base di circostanze e di collaborazioni accordate. Naturalmente le difficoltà, soprattutto sul piano logistico e dei mezzi a disposizione, non sono mai mancate come pure, a sopperirle, c’è stata tanta passione, buona volontà e l’arte di arrangiarsi che hanno fatto sì che il lavoro svolto abbia sempre suscitato adeguato interesse e partecipazione.”

Hai anche realizzato un libro, pubblicato da Edizioni Controluce, dove raccogli le narrazioni delle varie edizioni svolte, ma non solo: nel volume tratti anche la poesia sul tema della bicicletta. Ci parli di questo lavoro editoriale?
“Sì, ho curato un libro per un insieme di concomitanze che lo hanno reso possibile insieme al materiale man mano raccolto nel corso degli anni. Non solo una testimonianza per quanto svolto, ma soprattutto lo spirito e le radici per quanto realizzato sotto la determinate spinta propulsiva di un saggio breve sul ‘900 in bicicletta che Plinio Perilli ha voluto dedicarmi e che, naturalmente, ha trovato posto nel libro insieme ai numerosi con-tributi prevenuti e incontrati sulla tematica preposta.”

Avremo una futura edizione di CicloInVerso?
“Non c’è mai stata nessuna certezza per un futuro, soprattutto per quanto nasce spontaneamente, per un amore disinteressato tanto per la poesia quanto per la bicicletta. Eppure con «Ciclo inverso e diverso / altra ruota girerà sul verso», metafora della vita ed essenza di un esistere che, comunque vada, non potrà mai prescindere dal divenire attraverso un movimento «nell’incompiuto giro di una pausa / in attesa di un moto perfetto».” (Articolo tratto da Periodico italiano magazine n.14 settembre-ottobre 2015)

Per saperne di più

CicloInVerso, poesia in bicicletta
di Enrico Pietrangeli
Edizioni Controluce
pagg. 208, 16.00 euro

Un libro che nasce spontaneamente, non programmato, sulla spinta innescata dall’incontro del 27 giugno 2014 a Monte Compatri, in occasione di un riuscito cenacolo ciclo-poetico giunto a coronare il sogno di un progetto, quello di vedere poeti e ciclisti raccordarsi nella forza espressa tanto dal pedale quanto dal verso dando consistenza a quell’antico retaggio che da sempre, sia pure inconsapevolmente, li vede insieme. Un progetto che è anche un work in progress, pedalando tra appunti, articoli, cronache e poi ancora continuando con altre note in contrappunti, tra liberi pensieri, idee e prose, stravaganze e memorie, brevi saggi e tanta, tanta poesia, orbene ciclo-poesia a due ruote in un viaggio che continua, qui come altrove, attraversando la mitopoiesi del ciclismo per cicliche corrispondenze che tornano In-Verso.

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Michela Zanarella
È nata a Cittadella (PD) il 1° luglio del 1980, è cresciuta a Campo San Martino (PD) e dal 2007 vive e lavora a Roma, a Monteverde. Ha iniziato a scrivere poesie nel 2004 dopo il coma, in seguito ad un tragico incidente, e da allora ha pubblicato vari libri. Molte sue poesie figurano in antologie a tiratura nazionale ed internazionale. La sua poesia è tradotta in inglese, francese, arabo, spagnolo, rumeno, polacco, tedesco, serbo, hindi e giapponese. È ambasciatrice della Cultura e della Poesia italiana in Libano per il Premio Naji Naaman’s Literary Prizes 2016, ideato dalla Fondazione Naji Naaman. È speaker di Radio Doppio Zero. Socio corrispondente dell’Accademia Cosentina, fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio. Negli Stati Uniti è pubblicata in edizione inglese la raccolta tradotta da Leanne Hoppe “Meditations in the Feminine”, edita da Bordighera Press (2018) di New York. È Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Le Ragunanze”, che organizza il Premio Internazionale di Poesia e Narrativa, in ricordo di S.A.R. Christina di Svezia. È Presidente della “Rete Italiana per il Dialogo Euro-Mediterraneo”, RIDE-APS, capofila italiano della Fondazione Anna Lindh (ALF).