Ai sopravvissuti spareremo ancora, Claudio Lagomarsini

L’autore mostra la provincia con i suoi pregi e difetti: un mondo cupo segnato dalla violenza silente ma presente, in cui la sensibilità e la timidezza non sono ben accette; uno spietato ma più che mai realistico quadro di ciò che accade nella quotidianità della provincia italiana

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L’autore mostra la provincia con i suoi pregi e difetti: un mondo cupo segnato dalla violenza silente ma presente, in cui la sensibilità e la timidezza non sono ben accette; uno spietato ma più che mai realistico quadro di ciò che accade nella quotidianità della provincia italiana

La storia, ambientata nella provincia toscana dei primi anni Duemila, gira intorno a un nucleo di personaggi descritti vividamente – i fratelli Marcello e ‘Salice’ (dell’io narrante conosciamo solo il soprannome), adolescenti fragili e inquieti, la madre e la nonna, così lontane dagli attesi stereotipi, il compagno ufficiale della prima e l’amante semi-clandestino della seconda, rozzi, maschilisti e prepotenti.
La famiglia non è proprio fra le più felici: il padre del Salice e di Marcello è andato a vivere in Brasile, la madre si è risposata con ‘Wayne’ (come viene soprannominato nei quaderni).
La storia ha inizio con Salice, che ritorna dal Sud America per occuparsi di svuotare, possibilmente nel più breve tempo possibile, la casa di famiglia messa in vendita dalla madre che vuole liberarsene. Nel farlo ritrova i diari del fratello minore e, nel mettersi a sfogliarli resta ipnotizzato a leggerli perché raccontano ciò che è successo in quella casa nell’estate del 2002, segnando in modo drammatico la vita di tutti.
Maneggiando con abilità l’espediente del manoscritto ritrovato, il libro costruisce una narrazione a due voci, dove a Marcello, che racconta in presa diretta gli avvenimenti, fa da contrappunto il fratello minore, che leggendolo a quindici anni di distanza ne ridimensiona la testimonianza, offrendo un punto di vista parzialmente diverso su fatti e persone. Un diario che svela, pagina dopo pagina, i diversi protagonisti (disposti in coppie in più o meno esplicito conflitto fra loro) mentre si muovono nello spazio ristretto di un vicinato oppressivo e invadente.
I personaggi innervosiscono per la loro immobilità, per quel loro far finta di non vedere cosa succede intorno a loro.
Ai sopravvissuti spareremo ancora è una storia di disagio sociale che racconta come a farne le spese sono sempre i più deboli.Un libro che si colloca all’incrocio fra il romanzo di formazione e il noir familiare e propone un’emozionante esplorazione del tema della solitudine e del senso di inadeguatezza sullo sfondo un’Italia minore: la provincia sul confine tosco-ligure, da cui proviene Lagomarsini.

Ai sopravvissuti spareremo ancora
di Claudio Lagomarsini, Fazi Editore (2020), pagg. 206
Il ritratto impietoso di un mondo al tramonto visto con gli occhi di un ragazzo, impotente di fronte alla realtà in cui si trova a vivere
Tra cene in cortile, litigi per un orto e comportamenti retrogradi, un romanzo d’esordio che racconta la quotidianità di un ambiente provinciale piccolo e meschino e l’angoscia di chi non riesce più ad averne a che fare.

 

L’autore

Claudio Lagomarsini è ricercatore di Filologia romanza all’Università di Siena. Oltre a diverse pubblicazioni accademiche, suoi articoli di approfondimento sono usciti per «Il Post», «minima&moralia», «Le parole e le cose». Come narratore, ha pubblicato diversi racconti per «Nuovi Argomenti», «Colla» e «retabloid», vincendo un contest organizzato dal Premio Calvino nel 2019. Questo è il suo primo romanzo.